per focalizzare l'autocoscienza del corpo e le sue potenzialità residue, al fine di poter agire nel gesto senza inutili dispendi energetici
come veicolo al lavoro sull'energia del singolo e del gruppo
saper sentire gli altri sulla scena ed essere in grado di gestire gli impulsi emozionali al momento della performance, per non perdere di vista il concetto del rapporto danzatore-attore-pubblico
imparare a stare dentro e fuori dal corpo in una visione cinetica a 360 gradi
un percorso all'ascolto che porta alla consapevolezza che l'evento artistico non è solo forma estetica o enunciazione, ma alla base ci sono presenza, concentrazione ed energia
quando il corpo ha appreso il movimento è necessario donargli un'anima, un colore, un ritmo per far sì che diventi personaggio e che possa raccontare stati d'animo ed emozioni; allora la sequenza si trasforma ed il modello formale viene smantellato dalla personalità-intenzione-reazione del personaggio
saper gestire entrambe le cose significa portare nella tecnica di movimento sfumature e dettagli, corpo e spessore
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