LABORATORIO DI ESPRESSIONE CORPOREA E TEATRO FISICO
PER DISABILI E DANZATORI-ATTORI
FALLEN IN THE FOLLEN
“…siamo nella dis-persione e nella molteplicità “scordata” dell’esistenza.
Storie di vita spuntate e/o attraversate da fantasmi, dove diventa difficile rintracciare una continuità
biografica ed un’unità di senso. Corpi caduti o forse gettati in uno spazio-babilonia onirico e grottesco,
dove ai superstiti senza tempo resta un’esistenza da giocarsi nel mondo della follia,
immersi in una realtà-oasi dove ai ricordi si aggiungono ombre nomadi in grado di muoversi solamente in una quotidianità vissuta a pezzi..”
Regia e partiture fisiche: Anna Albertarelli
Scenografie: Massimiliano Agostini
Luci: Roberto Passuti
Musiche: Enzo Casacci, Bart Sailer e Roberto Passuti
Costumi: Beatrice Di Lallo
Performers: Ilaria Attanasio,
Marcello Camilli,
Carlo Maria Falciasecca,
Michele Morritti, Francesca Penzo, Roberto Penzo,
Emmanuelle Ponthieux,
Annegaelle Thiriot
“…trovare,cercare e verificare come corpi diversi potessero interagire e conoscersi attraverso la danza contact-improvisation e il teatro fisico.
La mia ricerca coreografica non è basata sul virtuosismo, ma sulla poetica,
questo mi ha permesso di vedere i colori e le mille sfaccettature e potenzialità nascoste delle persone che ho incontrato.
Attraverso un training duro e rigoroso, dove le persone si mettono fisicamente ed emozionalmente alla prova per smontarsi e ricomporsi,
niente e’ dato per scontato, poiché le stesse abilità differenti non permettono di adagiarsi su cliché o stereotipi di movimento.
Superare i limiti fisici per trovare un luogo di incontro, uno stato del corpo libero da preconcetti e da tabù.
Cerco la verità del gesto, il respiro di un sussulto o di una scarica nervosa,scavo nel profondo l’unicità
(forse dimenticata o troppo spesso inibita) del corpo-persona-emozione.
L’esperienza mi ha insegnato ad ascoltare e capire corpi diversi dal mio, e così, osservando in silenzio,
ho cercato l’essenza di questi incontri, per trasformarli in forza e poesia e quindi in atto creativo..”
(ANNA ALBERTARELLI coreografa e performer fisica Compagnia Vi-kap)
“…L’integrazione di mondi possibili ha creato nelle persone interessi specifici che hanno fatto maturare
una scelta artistica aperta ad esperienze in continua trasformazione.
Il mio intervento non è come terapeuta, poiché non si tratta di danza come terapia (concetto che noi rifiutiamo),
né si ha la pretesa di “fare guarire” o nascondere le differenze, ma di ricercare,
anche con la mia esperienza artistica, l’integrazione attraverso una conoscenza reciproca e profonda,
nel tentativo, per entrambi, di recuperare le potenzialità fisiche e creative residue…”
(ROBERTO PENZO psicologo e psicoterapeuta Compagnia Vi-kap)
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